Francesco A. – Australia

anno all'estero esperienza

Ciao, mi chiamo Francesco!
Sono nato e risiedo a Verona, dove frequento il Liceo Scientifico Scienze Applicate Messedaglia.

anno estero australia esperienzeIl mio Anno all’Estero Australia

Ho vissuto la mia esperienza dell’Anno all’Estero in Australia frequentando la Caloundra State High School.

Perché ho deciso di partire per l’Australia

Il motivo principale della mia partenza è stata la volontà di inseguire il cambiamento, di buttarmi a capofitto in nuove esperienze. Due anni fa, quando decisi di partire, cominciavano a ronzarmi in testa due paroline che, grazie all’Australia, ormai sono quasi un mantra per me: “why not?”.

Partivo dal presupposto che le cose andavano fatte, non il contrario. Quindi, quando mi arrivò all’orecchio la voce di un amico di famiglia partito per l’Australia, questa fu esattamente la mia reazione: Perché no? Ma, a dire il vero, non c’è stato un momento esatto in cui ho deciso. Non può esistere un momento così consapevole. In fin dei conti cos’è l’esperienza dell’anno all’estero prima di essere vissuta? È un’idea nata dai racconti di chi è già tornato, la prospettiva di un paese lontano di cui conosci più miti che fatti, ma niente più di qualche pensiero astratto. Diciamo che dopo aver fatto la mia scelta, luglio rimase per un po’ di tempo solo una data lontana sul calendario.

Durante l’anno precedente alla partenza, la mia vita italiana diventò sempre più densa di eventi, responsabilità e complicazioni. I miei pomeriggi erano segnati regolarmente da studio e allenamenti e pian piano quel 4 luglio indicava sempre di più la fine di questa monotonia. Con il tempo mi sono reso conto che il vero motivo che mi spingeva a partire era la volontà di staccare dalla routine italiana e dalle solite persone che vedevo ogni giorno. Non è che la mia vita non mi piacesse, anzi, ma a volte mi sentivo in stand-by, come bloccato in un loop di abitudini quotidiane. L’Australia sembrava il giusto tasto play per ripartire.

anno scolastico estero australia esperienzeCom’è la scuola australiana

Una cosa che ho apprezzato della mia scuola italiana è stato il livello di preparazione con cui sono arrivato in Australia. Quando si parlava di matematica, cultura generale o inglese, gli italiani erano sempre un passo avanti. Il che non vuol dire che la nostra scuola sia la migliore, anzi, ma neanche quella Australiana è perfetta. Entrambe hanno i loro pro e contro. Per esempio, il rapporto professore-studente che si ha nelle scuole australiane è molto più forte del nostro.

È dato per scontato che lo studente sia a scuola per imparare e gli insegnanti cercano sempre di aiutarti e di seguirti nel tuo percorso. In Italia possiamo scegliere tipo e indirizzo di scuola, ma, oltre a questo, le materie rimangono fisse mentre dall’altra parte del mondo possono scegliere 5 materie dall’offerta formativa della scuola. Inoltre ogni materia/prof ha la sua classe quindi gli studenti si spostano da una all’altra ad ogni cambio dell’ora.

Considerando che le scuole australiane si sviluppano generalmente in tanti piccoli “blocks” piuttosto che in un solo grande edificio, una sana boccata d’aria tra un’ora e l’altra può darti la ricarica giusta per affrontare la lezione successiva. I nostri coetanei australiani però hanno anche l’obbligo di indossare un’uniforme, il che a volte limita l’espressione della propria personalità. Va detto che può risultare estremamente d’aiuto per decidere cosa indossare alle 7 di mattina prima di andare a scuola. Se sei un ragazzo sportivo è facile che tu non riesca a trovare il tuo spazio nelle scuole italiane. In Australia probabilmente lo sport che pratichi è considerato materia scolastica e, se te la cavi, può anche aiutarti ad alzare la media.

esperienze anno scolastico all estero australiaCosa mi porto dietro da questa esperienza

E’ passato diverso tempo da quando sono arrivato a Brisbane. Eppure ancora adesso, ogni giorno, quell’esperienza ha influenze sulla mia vita. Vivere all’estero è fantastico, ma quando torni inizia una nuova esperienza. A 16 anni potevo già dire con leggerezza di avere amici in tutto il mondo e se adesso volessi fare un Interrail, probabilmente potrei essere ospitato in ogni città in cui decidessi di andare. Da quando sono tornato ho ospitato (o sono stato ospitato da) amici stranieri circa ogni due mesi e al mio 18esimo una decina degli invitati non era italiana.

Quest’estate sono perfino riuscito a permettermi un viaggio in giro per il Brasile solo grazie ad amici pronti ad ospitarmi. Adesso sto scrivendo dall’Austria. Sono stato preso per uno stage in un’importante azienda di informatica e tutto principalmente grazie al fatto che so parlare in inglese e non ho paura di vivere da solo in un paese che non parla la mia lingua. Poter fare affermazioni del genere è veramente una sensazione bellissima e se posso farlo è solo grazie alla mia esperienza in Australia.

Vivere all’estero mi ha cambiato in molti modi. Potrei riassumere tutto in un facile: mi ha aperto la mente. Avere una mente aperta per me vuol dire riuscire ad accogliere più facilmente situazioni nuove, ma soprattutto diverse.

Viaggiando ho capito quanto abitudini e culture possano variare da un paese all’altro e ho imparato a viverle anziché giudicarle. Inoltre, avendo vissuto sei mesi da solo in un paese che non parlava la mia lingua, do più valore ad alcuni piccoli gesti che prima magari non notavo neanche. Come una persona che si fa avanti per prima e ti invita ad uscire col suo gruppo di amici. O quell’amico che non ride quando sbagli una parola, ma sorvola o ti aiuta correggendoti. La conseguenza che non mi sarei mai aspettato dai miei sei mesi in Australia è stata proprio di tornare più consapevole e più gentile verso gli altri.

La mia opinione su YouAbroad

Prima di partire io e la mia famiglia avevamo sentito varie organizzazioni. Mia madre le chiamava e poi eventualmente andavamo a fare i colloqui di persona. Con YouAbroad, fu subito diverso. Già dalla chiamata capimmo che l’approccio all’esperienza era diverso. Molte grandi organizzazioni, tendono a burocratizzare il periodo all’estero e a renderlo impersonale. Chiami una persona, fai il colloquio con un’altra, compili il modulo con un terza persona e all’aeroporto trovi l’ennesimo nuovo volto. In Australia non ho mai avuto problemi di nessun tipo, ma mi è capitato di dover chiedere qualche informazione a YouAbroad. Scrivevo su Facebook al mio personal tutor YouAbroad e potevo parlargli come se stessi parlando ad un amico. Se sei da solo dall’altra parte del mondo e hai bisogno di un consiglio, sono sicuro che sceglieresti l’amico anzi che una persona a caso da una grande organizzazione. Per questo consiglierei YouAbroad ai futuri exchange students.