Claudia S. – Semestre a Buderim, Queensland, Australia

anno all'estero exchange student australia con YouAbroad

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Perché partire per un’esperienza all’estero

Ho deciso di partire per un’esperienza all’estero per mettermi alla prova, per scoprire i miei limiti e per vivere un’esperienza fuori dal comune. Il bello di questo tipo di esperienza è che è imprevedibile; prima di partire ci si crea mille aspettative e mille obiettivi, si viaggia con la mente e si prova a immaginare ogni minimo particolare di quello che ci aspetta, ma la verità è che quando la si vive è tutto mille volte meglio. Si vedono posti meravigliosi, si stringono legami che avranno un posto nel cuore per sempre, si cresce tantissimo e si provano cose completamente diverse dalla nostra vita in Italia. Il mio unico obiettivo prima di partire era quello di vivermi l’esperienza a pieno, provare tutto ciò che non ho la possibilità di fare in Italia (a partire dal cibo e dalle materie scolastiche) e scoprire aspetti del mio carattere che ancora non conoscevo. Posso dire di esserci riuscita e di essere tornata in Italia con un bagaglio pieno di affetto, ricordi, viaggi, prime esperienze, persone nel cuore e con la consapevolezza di aver trovato una seconda casa.

Ho scelto il programma YouChoose per poter capitare in un posto in cui la vita fosse molto diversa dalla mia vita di tutti i giorni in una metropoli come Milano. Ho scelto infatti la Sunshine Coast, una zona di mare caratterizzata da tanti piccoli paesini uno accanto all’altro e un po’ distante dalle grandi città.

Ho scelto l’Australia per due ragioni. La prima ragione per la quale ho scelto la mia destinazione è banalmente l’istinto: non appena ho preso la decisione di partire per un semestre all’estero infatti, la destinazione che più mi girava per l’anticamera del cervello era proprio l’Australia, in particolare la Sunshine Coast. Questo forse perché avevo tanto sentito parlare dell’America e ci ero anche già stata e volevo scoprire un posto nuovo che poco conoscevo e che mi sembrava così tanto lontano e forse anche perché, anzi, proprio perché è esattamente dall’altra parte del mondo, mi dava l’impressione di un posto in cui poter vivere qualcosa di completamente diverso da quella che era la mia vita di tutti i giorni. Vivendo infatti in una grande città come Milano, l’idea di poter vivere in un piccolo paesino con il mare a portata di mano mi piaceva tantissimo. Ho infatti poi provato sulla mia pelle quanto bello, diverso e molto più rilassato sia lo stile di vita di chi non vive nel traffico e nello stress di una metropoli.

Prima di partire ero molto più insicura di me stessa nonostante magari non lo facessi vedere troppo. Sono sempre stata una persona estroversa e chiacchierona ma in determinate situazioni avevo paura di dire la cosa sbagliata o di non essere accettata per quella che sono davvero. Quest’esperienza, oltre che ad avermi regalato un grande bagaglio culturale, mi ha lasciato anche una grande crescita personale. Il fatto di essere da soli dall’altra parte del mondo è infatti un grande stimolo perché sai di dover contare solo sulle tue forze senza mamma o papà che ti lavano i vestiti, che ti fanno il letto o che ti preparano da mangiare e, sebbene questa fosse una delle mie insicurezze prima di partire, non appena sono scesa dall’aereo, una volta a destinazione, ho sentito dentro di me una scarica di adrenalina enorme perché sapevo di potercela fare.

Inoltre arrivare in un posto dove nessuno ancora ti conosce e dove hai quindi la possibilità di farti conoscere per come sei davvero, ti dona la possibilità di essere te stessa al 100% senza paura di essere giudicata. Puoi trovare amici che apprezzano ogni cosa di te. Questo viaggio ha rafforzato tantissimo il mio carattere e questa nuova grande sicurezza me la porto dentro, fa parte di me! 

L’esperienza di Claudia in Australia, la scuola e la Famiglia Ospitante

Semestre all'estero exchange student australia con YouAbroadLa mia esperienza in Australia ha avuto grande impatto sul mio futuro. Ho infatti capito con certezza di voler fare altre esperienze all’estero: ora che inizierò l’università andrò sicuramente in Erasmus e poi per la laurea magistrale vorrei iscrivermi in un’università all’estero.

Anche il post-esperienza ha influenzato tantissimo la mia scelta universitaria perché prima ero convinta di volermi iscrivere a una determinata facoltà ma, una volta diventata Youabroad Ambassador, grazie agli eventi a cui ho partecipato per aiutare i futuri exchange-student e avendo visto con i miei occhi l’organizzazione che c’è dietro ogni singolo evento e dietro a ogni singola partenza, ho deciso di iscrivermi a management che è sempre stato un mio sogno nel cassetto che non avevo però mai davvero preso in considerazione.

Penso che il momento più emozionante della mia esperienza sia stata la partenza.

Ho sperato tanto che il giorno del ritorno a casa non arrivasse mai o che comunque arrivasse il più tardi possibile perchè mi si spezzava il cuore all’idea di dover lasciare quel posto meraviglioso e tutte le persone fantastiche che avevo conosciuto e che avevano fatto parte della mia esperienza.

Nonostante l’enorme tristezza però, l’ultimo giorno è arrivato e, nonostante io fossi in lacrime, il mio cuore sorrideva perché ero davvero felice di tutto quello che avevo vissuto. Ero felice perché sapevo che tutte quelle persone avrebbero sempre avuto un posto nel mio cuore e che io ne avrei avuto uno nel loro, ero felice perché non avevo rimpianti e sapevo di aver vissuto tutto al massimo ed ero felice di aver provato tantissime cose nuove. Sono stata a Sydney, ho volato su un aereo minuscolo per arrivare in una piccolissima isola, ho fatto snorkeling in mezzo alla barriera corallina, ho visto gli squali e i delfini, ho provato materie nuove come Manufacturing e Marine Science, ho costruito una scacchiera e una cornice, ho fatto dei nuovi esperimenti, ho creato dei legami magnifici e speciali, ho surfato, ho visto un ananas gigante e ho scalato un monte. Nonostante io fossi triste di tornare a casa, ero consapevole di avere amici sparsi per il mondo e di aver trovato una seconda casa.

Quando mi chiedono cosa mi è piaciuto di più della mia scuola all’estero, penso alla divisa scolastica, il cambio di classe e di compagni ad ogni ora, i viaggi d’istruzione in posti meravigliosi, la possibilità di provare materie nuove come Manufacturing, Marine Science e tante altre, il pranzo nel cortile della scuola, il diverso rapporto con i professori, la maggiore interattività e impostazione pratica delle lezioni; queste sono tutte quelle caratteristiche della scuola australiana che mi hanno colpito e che mi porterò sempre dietro nei miei ricordi.

La mia famiglia era composta da una mamma, un papà, una sorella più grande che non ho mai visto perché era in giro per il mondo, un’altra sorella più grande che è stata con noi solo due mesi perché si è poi trasferita per lavoro e una sorella più piccola di me di un anno con la quale ho stretto un legame fortissimo. Sono stata molto fortunata perché hanno da subito cercato di farmi sentire a casa: durante le cene mi chiedevano di raccontare tantissimi aneddoti della mia vita in Italia e delle differenze con l’Australia, cucinavamo insieme piatti tipici australiani e italiani, spesso guardavamo film la sera sul divano e il mio host dad mi chiedeva sempre di insegnargli frasi o parole in italiano per poter fare una vera conversazione. La domenica mattina facevamo sempre un brunch in qualche posto carino oppure una mega colazione sul terrazzo, mi hanno portato a Sydney e in tanti altri posti per farmi scoprire il più possibile di quel posto tanto meraviglioso, mi hanno portata a un music festival e mi hanno persino dato un premio come miglior incastratrice di piatti in lavastoviglie perché riuscivo sempre a farci stare tutto :D. Loro sono state le persone più difficili da salutare il giorno della mia partenza perché il legame creatosi era ed è tutt’ora davvero forte; sapevo di poter chiedere aiuto a loro in caso avessi avuto qualche difficoltà o in caso avessi bisogno di chiarimenti e loro sono sempre stati disponibili. Li sento spesso tutt’ora e in particolare faccio lunghe chiamate con la mia host sister; nonostante mi manchino molto, sono stata molto felice perché sono venuti a Milano a trovarmi e abbiamo passato un po’ di giorni insieme anche alla mia famiglia italiana. Spero di poterli andare a trovare presto.

L’esperienza da Exchange Student con YouAbroad

Semestre all'estero exchange student australia con YouAbroadCon Youabroad mi sono trovata davvero bene perché sapevo di avere il loro supporto 24 ore su 24. Mi mandavano form da compilare per sapere come stessi e come stesse andando l’esperienza e, nonostante io non ne abbia avuto bisogno, in caso di difficoltà sapevo di poterli contattare a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Penso che siano diversi dalle altre organizzazioni perché si riesce subito a percepire l’interesse che hanno verso i singoli exchange student prima, durante e dopo l’esperienza. Anche la community di Youabroad Ambassador è un grande punto di forza di questa associazione: quando ne sono entrata a far parte ho infatti avuto la possibilità di conoscere tantissime persone che avevano vissuto la mia stessa esperienza e con le quali ho quindi potuto condividere a pieno le mie emozioni perché anche loro sanno cosa si prova e cosa significhi vivere questa esperienza. Grazie a questa community ho infatti avuto la possibilità di conoscere persone che magari non avrei mai incontrato e quindi sarò sempre grata anche per questa possibilità post-esperienza.

Il consiglio che mi sento di dare ai futuri exchange student è di partire senza troppe aspettative, di lasciare le paure e le insicurezze sull’aereo e di iniziare l’esperienza consapevoli del fatto che sia unica. Vivete al massimo, non rinunciate a un pomeriggio in spiaggia o da qualsiasi altra parte per stare a casa a usare il telefono perché sarebbe tempo sprecato. Lanciatevi nelle nuove conoscenze perché potete farvi conoscere per chi siete davvero: magari i ragazzi locali non verranno da voi perché sono abituati ad avere exchange student a scuola ma andate voi a conoscerli perché vi assicuro che non vi rfiuteranno perché anche loro sono molto incuriositi di sapere chi siete e da dove venite. E’ un’esperienza che a parole non si può raccontare quindi siate voi stessi, divertitevi e tornate a casa cresciuti, arricchiti, con amici sparsi per il mondo e consapevoli che il posto e le persone che state lasciando sono la vostra seconda casa.