Inglese: In Classe Si Insegna Di Più Ma Con Scarsi Risultati

Inglese studenti

Preoccupano i dati statistici riguardo la conoscenza della lingua inglese nelle scuole italiane

Inglese studenti

Nel 2018, quando l’inglese diventa sempre più un requisito fondamentale per l’inserimento dei giovani nel mondo lavorativo, in Italia emerge un fatto importante: l’inglese insegnato in classe ha scarso risultato. A dimostrazione di questo assunto, troviamo gli allarmanti dati statistici degli ultimi test Invalsi, sostenuti dagli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado la scorsa primavera, come riportato dal Sole 24 Ore.

Il mancato raggiungimento degli standard minimi nazionali

Sulla base degli standard stabiliti dal quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER), per gli studenti italiani al termine del primo ciclo è previsto il raggiungimento del livello A1, mentre per quanto riguarda gli alunni della scuola media si prevede una conoscenza linguistica di livello A2. Preoccupante per gli esperti è che ben il 44% degli studenti di terza media non raggiunge la soglia minima di sufficienza A2, con percentuali che superano il 50% nelle regioni del meridione.

I maggiori problemi sono negli esercizi di ascolto

Da una visione d’insieme sugli esiti delle prove emergono le seguenti considerazioni: innanzitutto, gli studenti italiani incontrano maggiore difficoltà nella comprensione della lingua parlata rispetto alla comprensione della lingua scritta e, in secondo luogo, è nel passaggio da elementari a medie che si evidenziano le criticità nelle prestazioni linguistiche dei ragazzi.

Infatti, nonostante gli alunni della primaria ottengano buoni risultati nella prova di lettura con il 92% che ha la sufficienza, solo il 79% riesce a superare la cosiddetta prova di listening, ovvero l’ascolto. Gli esperti evidenziano inoltre notevoli discrepanze nei risultati tra le regioni del Nord e quelle del Sud: se in Trentino il 92% supera la prova di ascolto, in Sardegna è solo il 66%.

I risultati mediamente buoni precipitano drasticamente invece al termine della scuola secondaria di primo grado, dove il 92% delle sufficienze nella lettura passa al 74%, ed il 79% nell’ascolto scende al 56%.

L’impegno da parte delle scuole italiane

Un problema diffuso è la progressiva estinzione dei docenti specializzati in inglese, insieme alla scarsa applicazione dei progetti di sperimentazione come il CLIL, (Content and language integrated learning), ossia l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera per un periodo di breve durata (solitamente si tratta solo di qualche lezione inserita all’interno del programma scolastico).

Tuttavia è da riconoscere l’impegno da parte delle scuole italiane, che ogni anno sempre di più cercano di allargare gli orizzonti dei propri studenti organizzando progetti speciali, scambi internazionali e corsi di preparazione alle certificazioni linguistiche.

Come apprendere concretamente l’inglese e affrontare al meglio il futuro

Livello inglese Anno all'Estero YouAbroad

Analisi su dati Invalsi e YouAbroad

Conoscere una lingua straniera non significa solo poter comunicare in ambito internazionale, ma si traduce in apertura mentale, creatività e capacità di problem solving, ossia nelle soft skill più richieste oggi dal mondo del lavoro.

Come abbiamo visto, le ore di lezione in classe spesso non bastano, bisogna andare oltre. É importante far maturare fin dalla tenera età un interesse genuino nell’apprendimento della lingua inglese. Sicuramente la lettura e l’ascolto quotidiano di materiale di diversa natura sono eccellenti risorse, ma il metodo più efficace rimane il confronto diretto con la lingua: per questo motivo sono decine di migliaia ogni anno gli studenti italiani che decidono di trascorrere un periodo di studio all’Estero.

Le vacanze studio, svolte durante il periodo estivo di pausa dalla scuola, rapprestano un buon punto di partenza soprattutto per i più piccoli; tuttavia è l’immersione di medio-lungo termine in una cultura locale a fare davvero la differenza a livello qualitativo nell’apprendimento linguistico.

Senza aspettare l’Erasmus universitario, già durante le Superiori gli studenti italiani hanno la possibilità, con pieno riconoscimento da parte dal Ministero dell’Istruzione, di frequentare una Scuola Superiore all’estero per un periodo che varia da un Trimestre fino a un intero Anno Scolastico.

A questo proposito, i dati sono davvero interessanti: solo nel 2016 sono stati il 111% in più gli studenti delle scuole superiori che hanno frequentato un Anno Scolastico all’Estero (ANSA), una percentuale che si stima essere destinata a crescere sempre di più nei prossimi 10 anni.

I motivi sono semplici: un’esperienza simile in giovane età non permette solo di crescere a livello linguistico (la maggior parte torna con un livello molto alto, spesso C1-C2), ma permette ai ragazzi di maturare diventando adulti consapevoli della realtà circostante e pronti per affrontare un futuro che sembra essere sempre più internazionale.


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