“Straordinaria”: l’Orientation 2018 di Bardonecchia raccontata da chi l’ha vissuta

Pre-Departure Orientation Bardonecchia YouAbroad

A distanza di dieci giorni dalla nostra Orientation di Bardonecchia vogliamo raccontarla a chi non c’era e farla rivivere a chi ne ha preso parte, dal punto di vista di chi vi ha partecipato in prima persona, i nostri ragazzi in partenza per il loro Anno all’Estero, di chi li ha consigliati e guidati, i nostri YouAbroad Ambassador, e di chi ha contribuito a renderla possibile, il team di YouAbroad.

Pre-Departure Orientation Bardonecchia YouAbroad

Martina P. – Team YouAbroad

Quando penso alle Orientation, penso a quel momento dell’anno in cui noi “addetti ai lavori” veniamo travolti da un mix di sensazioni: emozione e agitazione, euforia e stanchezza, ansia e felicità.

È il momento in cui dare il tutto e per tutto e allo stesso tempo fermarsi ad osservare il lavoro di un intero anno. Ogni Orientation comincia con l’agitazione e il desiderio che tutto vada bene, che tutto fili liscio e che tutti escano soddisfatti. Si fa attenzione ad ogni dettaglio e si cerca di calcolare ogni minimo imprevisto. Siamo tutti euforici, ma si percepisce nitidamente la tensione. E poi si va. Accettazione, presentazione, attività.

Ogni Orientation finisce con gli occhi pieni di risate, di sguardi emozionati, di domande preoccupate e di volti sorridenti.

Orientation YouAbroad BardonecchiaQuest’anno l’Orientation di Bardonecchia ha racchiuso tutti questi aspetti in un weekend carico di emozioni.

La mattina era tutto pronto: le sale, gli allestimenti, noi. Abbiamo aspettato l’arrivo degli studenti con la solita ansietta nell’aria. Poi è arrivato il primo pullman, il secondo, il terzo, e piano piano il Villaggio Olimpico di Bardonecchia si è riempito di ragazzi provenienti da tutta Italia. Un mix di accenti diversi ha invaso le sale e in un attimo la tensione ha fatto spazio all’euforia. Siamo stati tutti travolti da centinaia di sorrisi, domande, alcuni sguardi timidi e altri più spavaldi, ma tutti carichi di curiosità per quello che avrebbero trovato nei due giorni successivi.

Il resto del weekend è passato in un paio di secondi, a dir tanto. Molte presentazioni, curiosità dei ragazzi, tantissimi interventi dei nostri preziosissimi Ambassador, molte attività in piccoli gruppi in cui è stato bellissimo confrontarsi con i ragazzi su tutti i loro dubbi e le loro paure, ma anche sulle loro aspettative e sui loro desideri circa l’esperienza. Come sempre, il lavoro di squadra si è dimostrato una delle forze più grandi del team di YouAbroad, e credo che questo fosse evidente anche agli occhi di chi ci ha visto per la prima volta.

Si è creato un bellissimo e variegato gruppo, estremamente affiatato. L’agitazione del mattino ha lasciato il posto ad un’incredibile voglia di condivisione, di scoperta, di andare oltre i propri confini, verso qualcosa di sconosciuto. Con un po’ di paura, certo, ma anche con molto coraggio.

Dopo due intensissimi giorni, siamo tutti tornati a casa stanchi ma estremamente soddisfatti e contenti di ogni singolo momento. L’entusiasmo di tutti i ragazzi presenti ci ha ricordato dove va a finire tutto l’impegno quotidiano che dedichiamo al nostro lavoro e guardando i loro sguardi carichi di emozioni, non possiamo fare altro che augurare loro di vivere l’esperienza più incredibile della loro vita!

Giulia R. – Team YouAbroad

Bardonecchia Orientation Giulia R.

Quest’anno volevamo creare un evento diverso. Non solo un incontro in preparazione alla partenza e ad affrontare tutti quegli aspetti pratici ed emotivi che si possono incontrare durante questo viaggio, ma creare un’occasione d’incontro per i ragazzi, un luogo in cui potersi confrontare con altri studenti in partenza, condividendo emozioni, sensazioni e paure.

La fase pre-partenza è quella in cui una miriade di emozioni contrastanti iniziano a prendere il sopravvento, quando ci si rende conto che in pochissimo tempo tutto quello che fino a quel momento è stato il nostro quotidiano lascerà il posto a un luogo, a delle abitudini e ad una famiglia del tutta nuova. La consapevolezza di questo salto che si sta per compiere verso qualcosa di sconosciuto rende i giorni prima della partenza un periodo unico per ogni ragazzo, dove le sensazioni che si stanno provando possono essere comprese a fondo solo da chi sta vivendo lo stesso momento.

La volontà di dare questa possibilità di scambio e di confronto ai nostri ragazzi ci ha portati a tirarci su le maniche, a farci letteralmente in quattro e a lanciarci nell’organizzazione di un evento del tutto nuovo come mai ne avevamo fatti prima (eh si, possiamo dire che sia stato anche per noi un salto verso qualcosa di sconosciuto).

Partendo da un progetto abbozzato su qualche foglio volante e da tante idee, siamo arrivati alla definizione di quello che avremmo voluto trasmettere ai nostri ragazzi in questi due giorni di Orientation: la consapevolezza del fatto che quella a cui stanno andando incontro sarà un’esperienza unica e irripetibile e che anche quando saranno lontani ci sarà sempre qualcuno sui cui potranno contare e che si prenderà cura di loro.

E’ cominciata così la ricerca di una location, la definizione delle tematiche da trattare e delle attività in cui avremmo voluto coinvolgere i ragazzi, stimolando la loro curiosità e cercando di rendere le giornate il più dinamiche possibili.

Per trasmettere tutto questo non potevano mancare le esperienze dirette dei nostri ex-studenti: è nata così una squadra super affiatata di dodici magnifici Ambassador, che grazie al loro entusiasmo e alla voglia di rivivere e condividere i momenti più belli (ma anche i più difficili) del loro anno all’estero, hanno guidato e aiutato tutti i ragazzi in partenza nel comprendere alcuni aspetti della nuova realtà, grazie ai loro consigli sinceri e a qualche tirata d’orecchie quando necessaria. Hanno saputo dare quel quid in più all’evento che l’ha reso unico.

L’evento ha superato ampiamente le mie aspettative, vedere un così grande affiatamento tra ragazzi che si sono incontrati per la prima volta poche ore prima, tra gli Ambassador e tutto il nostro team, va a rimarcare l’inestimabile valore di queste esperienze, in grado di unire le persone più disparate in un’unica grande famiglia.

Non posso che concludere con un grazie gigantesco verso tutte le persone che hanno reso possibile quest’evento: ai ragazzi in partenza, a cui speriamo di aver dato la spinta necessaria per affrontare al meglio tutto quello che questo viaggio gli riserverà, ai dodici magnifici Ambassador, senza di voi non sarebbe stato lo stesso, e a tutto il Team di YouAbroad, senza la passione che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro niente di tutto questo sarebbe stato possibile!

Giulia B. – Ambassador

Orientation Bardonecchia YouAbroad Giulia B.

Partecipare all’Orientation in qualità di Ambassador mi ha permesso di diventare parte di uno dei momenti più magici dell’esperienza all’estero: l’attesa.

Accompagnare i ragazzi a Bardonecchia non ha significato soltanto condividere il tragitto in autobus e intrattenerli durante la permanenza, bensì sostenerli e guidarli verso la loro grande avventura.

Trovarsi con i futuri exchange students sapendo di non poter più essere uno di loro ha suscitato in me una sensazione dolceamara, ma allo stesso tempo mi ha dato l’occasione di rivivere emozioni che ormai pensavo non potessero tornare.

Mi rivedevo in ogni singolo viso, espressione e gesto, in ogni domanda posta e in ogni dubbio sorto. Le preoccupazioni e i timori, le aspettative e le speranze che i ragazzi lasciavano trasparire erano sensazioni che conoscevo a memoria, che avevo vissuto in prima persona in un tempo che ora pare indefinito. Per meglio dire: non conta quanti mesi o anni siano passati dal soggiorno all’estero, poiché rappresenta un’esperienza tanto intensa da rimanere per sempre impressa nell’anima.

Avere l’opportunità di parlare con i ragazzi, di raccontare quello che è stato il mio travagliato percorso nel “Nuovo Mondo” è stato come donare un pezzetto di me, nella speranza che possa tornare loro utile nei momenti più bui.

Allo stesso tempo, però, credo che il compito degli Ambassadors non consista nell’impartire alcuna lezione: chi parte, infatti, impara direttamente sul campo. Una volta al di fuori della cosiddetta “comfort zone” si è completamente responsabili per sé stessi, liberi di intraprendere una determinata strada e di compiere determinate scelte. Mi sono spesso astenuta dal dare consigli troppo specifici ai ragazzi che mi ponevano domande, poiché sono convinta che ogni situazione vissuta all’estero sia unica e irripetibile, così come coloro che si ritrovano ad affrontarla. Il motivo per cui l’esperienza all’estero è un percorso di crescita individuale, infatti, risiede proprio nel fatto che una volta lontani dalle convenzioni sociali e famigliari alla quali siamo da sempre abituati, ci si rende davvero conto di essere liberi. Ciò che tengo particolarmente a comunicare ai futuri YouAbroaders è che non c’è sensazione più gratificante della consapevolezza di essere stati i soli ed unici artefici dei propri successi, ma anche dei propri fallimenti. Se le decisioni compiute in Italia sono spesso frutto di consigli di genitori, insegnanti e amici, al contrario tutto ciò che accade negli Stati Uniti è il risultato delle proprie riflessioni e scelte. Motivo per il quale, durante l’Orientation, ho ripetuto fino allo sfinimento (risultando molto probabilmente pedante e, molto peggio, estremamente “cheesy”), le seguenti parole: “Voi e soltanto voi siete gli artefici della vostra esperienza. Se vorrete davvero rendere la vostra permanenza indimenticabile, se vorrete trasformare i dieci mesi che state per vivere nei migliori della vostra vita, allora lo farete. Tutto dipende dal modo in cui vi ponete nei confronti di ciò che vi circonda, ma soprattutto, nei confronti di voi stessi. Non prendetevi mai troppo sul serio”.

Sono e sarò per sempre grata nei confronti di chi, due anni fa, mi ha permesso di partire, poiché ora mi sento una cittadina del mondo e, dopo Bardonecchia, parte di una grande famiglia.

Filippo M. – Ambassador

Bardonecchia Orientation YouAbroad FilippoAmicizia, condivisone e tante, tantissime, emozioni. Ecco come riassumerei il weekend di Orientation Pre-Partenza di YouAbroad.

L’iniziativa di quest’anno ha di fatto permesso ai futuri Exchange Stundents, provenienti da tutta l’Italia, di stare a stretto contatto tra di loro, con il team di YouAbroad e con noi Ambassador, dando a loro e a noi stessi la possibilità di esprimere l’allegria, la paura e tutto quel turbinio di emozioni che solo chi sta per partire per l’anno all’estero può capire.

In questo week-end posso dire di aver conosciuto e aver stretto amicizia con persone stupende. In primis gli 11 Ambassador, che come me quest’anno hanno deciso di condividere la propria esperienza, per la semplice felicità che si prova nel riviverla anche solo a parole e poter vedere negli occhi dei nuovi YouAbroaders le stesse emozioni che abbiamo provato anche noi. Grazie quindi ad Angelica, Benedetta, Diego, Elena, Gaia, Ginevra, Giulia, Gloria, Leonardo, Matteo e Mattia per essere stati con me durante questo weekend e ed essere stati degli amici magnifici. Ognuno di voi è speciale e unico.

Ciò che ognuno di noi ha fatto è stato condividere la propria esperienza con il cuore in mano e spero che questo abbia arricchito la nuova generazione almeno quanto lo è stato per me.

Insomma questa Orientation non è stata la solita lezione sul cosa fare o non fare negli Stati Uniti (ovviamente anche questo è stato discusso), ma un vero e proprio confronto su aspettative-realtà, gioie-dolori, soddisfazioni-delusioni che solo questa esperienza può lasciare.

È stato stupendo conoscere questi ragazzi ancora ignari di ciò che li aspetta e cercare di trasmettere loro tutto l’entusiasmo possibile, anche se non potranno capire appieno le parole di noi Ambassador finché non vivranno fino in fondo questi magici mesi. Tra tutti noi si è creato un legame particolare perché solo noi sappiamo cosa si prova lasciare la propria vita, anche se temporaneamente, per viverne una completamente nuova; non dimenticherò mai le lunghe discussioni in pullman, i balli ridicoli in discoteca e i brainstorming in gruppo, e spero che almeno per alcuni di voi sia lo stesso.

Un grazie immenso va al team di YouAbroad che ha organizzato questa Orientation e ha guidato tutti noi attraverso queste due giornate. È stato per me commovente rivedere coloro che ormai tre anni fa mi avevano supportato durante tutta la mia esperienza e conoscere gli altri membri del team, specialmente Giulia R. a cui ormai voglio un bene dell’anima per aver adunato noi Ambassador.

Per concludere voglio ripetere quello che è il mio consiglio per i futuri Exchange Students: ricordatevi sempre di essere umili e rispettosi, ma soprattutto ricordatevi che questo è il vostro anno, non lasciate che niente e nessuno, nemmeno voi stessi, possa fermarvi.

È il VOSTRO anno e non lo avrete indietro.

Piergiorgio S. – studente in partenza

YouAbroad Orientation PiergiorgioDescrivere questi due giorni non è per nulla facile. Lo scopo dell’Orientation di Bardonecchia è stato fondamentalmente quello di formarci e prepararci al meglio all’esperienza che tra poco intraprenderemo. La verità è che l’Orientation a noi ragazzi è servita a rendere più concreto e reale che mai, quello che sembrava tanto lontano. Mi pare incredibile pensare che sono trascorsi ben dodici mesi da quando ho intrapreso questo percorso. A pensare che tra meno di due mesi partirò, mi viene la pelle d’oca. In ogni caso, la cosa davvero distintiva di questo evento è stato il legame che univa ognuno di noi, sia tra ragazzi, sia con il team di YouAbroad. In quelle sale infatti, non eravamo tanti sconosciuti, ma una grande famiglia. Le paure sono tante, la partenza si avvicina, a volte scende anche qualche lacrima al pensiero di dover salutare amici e parenti, ma so che grazie al team di YouAbroad e alle amicizie che ho instaurato nella YouAbroad Family, negli States riuscirò a non sentirmi mai da solo.

Emilia S. – studente in partenza

YouAbroad Pre-Departure Orientation

L’Orientation di Bardonecchia è stata straordinaria.

Ho capito che si stava realizzando il tutto quando ho visto più di 200 ragazzi seduti in teatro che stavano facendo esattamente quello che stavo facendo io.

Mi ha fatto un sacco piacere andare da un Exchange o da un Ambassador, parlargli di questo anno che sta venendo, senza nemmeno essermi presentata, e non dovermi sentir dire come risposta: “io non so di cosa tu stia parlando” o “mi dispiace, ma non so cosa tu possa provare”. Loro sapevano esattamente cosa stessi provando, mi rispondevano con la stessa emozione con cui io avevo fatto la domanda.

Non avevamo bisogno di presentazioni.

Credo che sia stato il weekend più bello della mia vita, avevo più di 200 ragazzi come me intorno, avevo 12 Ambassador (super simpatici con cui ho legato subito) e tutto il Team di YouAbroad a disposizione, che vorrei ringraziare per queste bellissime giornate.

Ma avrei anche una domanda per YouAbroad: non è che si potrebbe fare una settimana così?


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