Soft skill e studio all’estero: la ricetta perfetta per combattere la disoccupazione giovanile

Soft skills attitudini

Soft skills attitudini

Secondo l’ultimo rapporto ISTAT, a maggio 2019 il tasso di disoccupazione in Italia si colloca al 9,9%, con una percentuale di disoccupazione giovanile al 30,5%, una delle più alte d’Europa.

Non solo, come suggerisce questo articolo de Il Sole 24 Ore, il nostro Paese è il terzo al mondo con il più alto disallineamento tra le discipline di studio scelte dai giovani e le esigenze del mercato del lavoro, causando il cosiddetto skill mismatch.

Alcuni dati in merito alla disoccupazione sono allarmanti: si stima siano solo 140.000 su 205.000 i laureati tra il 2010 e il 2017 che abbiano effettivamente fatto il loro ingresso nel mondo del lavoro, un valore che nel quinquennio della previsione dovrebbe scendere a una media di circa 133.000 all’anno.

Come inserirsi nel mondo del lavoro? Due parole magiche: soft skill

Soft skill cosa sono

Come fare quindi a differenziarsi tra i migliaia di candidati che ogni anno cercano di fare il grande salto ed inserirsi in una realtà lavorativa stabile e coerente al proprio percorso di studi? Due parole magiche: soft skill.

I tempi cambiano e con essi le priorità dei recruiter di tutto il mondo. Infatti, secondo una ricerca dello Stanford Research Institute International, il 75% del successo di un lavoro a lungo termine dipende dalla padronanza delle soft skill e solo il 25% da competenze tecniche (le cosiddette hard skill).

Soft skill: cosa sono e significato

Per soft skill intendiamo competenze trasversali che fanno parte della personalità dell’individuo.

Le soft skill si dividono in interne ed esterne.

Le soft skill interne riguardano il modo in cui percepisci e interagisci con te stesso, rientrano quindi qualità come:

  • la fiducia in sé stessi
  • la perseveranza
  • la flessibilità
  • il problem solving

Le soft skill esterne hanno invece a che fare con la gestione delle relazioni interpersonali, parliamo per cui di capacità come:

  • saper lavorare in team
  • attitudine alla leadership
  • doti comunicative
  • la gestione dei conflitti e delle diversità.

Esperienza è la parola chiave per apprendere le soft skill: l’Anno Scolastico all’Estero durante le Scuole Superiori ne è la prova

A differenza delle hard skill, le soft skill non vengono insegnate sui banchi scuola, ma si apprendono tramite esperienze e la continua relazione con nuove persone e realtà.
Non è mai troppo presto per cercare di acquisire le competenze più ricercate nel mondo del lavoro.

I migliori candidati secondo i recruiter sono persone con grande apertura mentale, flessibili, propensi al lavoro di squadra e con una concezione ampia della realtà: il ritratto perfetto di un Exchange Student.

Gli studenti che hanno trascorso un Anno Scolastico all’Estero durante le scuole superiori, affermano di aver acquisito nuove e importati soft skill e che l’esperienza li abbia aiutati a capire quale strada, accademica e professionale, intraprendere.

Cos’è l’Anno all’Estero durante la Scuola Superiore?

L’Anno all’Estero (anche chiamato High School Program) è la possibilità, pienamente riconosciuta dal MIUR , per studenti dai 14 ai 18 anni di studiare per un Trimestre, Quadrimestre, Semestre o Anno Scolastico in un Paese estero durante le Scuole Superiori.

Ogni anno quasi 10.000 studenti italiani decidono di trascorrere una parte della Scuola Superiore all’Estero; questo dato si riconferma con un aumento costante negli ultimi anni

Perché l’Anno Scolastico all’Estero rappresenta un’esperienza di grande valore nella formazione di uno studente?

L’Anno all’Estero coniuga perfettamente la necessità di apprendimento di hard e soft skill.

Infatti, oltre all’apprendimento di una lingua straniera, consente di conoscere a fondo una cultura diversa, vivendo un’esperienza di profondo scambio culturale, in grado di aprire i propri orizzonti umani e interpersonali.

Lo studente ha così modo di immergersi completamente in un’altra cultura, frequentando una Scuola Superiore locale e vivendo con una famiglia del posto, che lo accoglie, inserendolo nella propria quotidianità, al pari di un figlio.

Un’esperienza di lunga durata all’estero apre le porte ad un percorso accademico e professionale di respiro internazionale, permettendo agli studenti di acquisire una marcia in più nel processo di selezione da parte dei recruiter di tutto il mondo.

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5 testimonianze reali dei nostri studenti: come l’Anno all’Estero è stato fondamentale per l’acquisizione delle soft skill


INDIPENDENZA, FLESSIBILITÁ E MOTIVAZIONE

Mirco Sanfelici
High School Program in USA 2014/2015
Flight attendant precedentemente in Ryanair e attualmente in Norwegian

Sono partito nel 2014 per lo Utah, negli Stati Uniti, ed ora che lavoro mi rendo conto sempre di più di quanto l’Anno all’Estero sia stato davvero fondamentale. Sono riuscito ad imparare l’inglese in modo fluente, che è indispensabile per ogni Flight Attendant. Inoltre, sono diventato autonomo, infatti a 19 anni sono andato a vivere da solo e lontano dalla casa dei miei genitori. Non solo, frequentare una scuola con persone di culture diverse e vivere con una Host Family di mormoni mi ha aperto la mente e al lavoro mi sento più flessibile a lavorare con colleghi e passeggeri con diversi background culturali. Infine, trasferirsi dall’altra parte del mondo a soli 16 anni, mi ha dato molta motivazione, mi ha permesso di saper gestire bene i miei tempi e nutrire un grande rispetto nei confronti delle regole. Senza il mio Anno all’Estero non sarei dove sono ora.”

PROBLEM SOLVING E GESTIONE DELLE DIFFICOLTÁ

Soft skills JuliaJulia Castiglia
High School Program YouChoose in USA 2015/2016
Studentessa al Massachusetts Institute of Technology (MIT)

“Essere ammessa al MIT è stato un mio sogno fin dalle medie ed essere stata una Exchange Student mi ha decisamente dato una marcia in più nel processo di ammissione.
Il processo di ammissione per i college americani è piuttosto lungo e difficile. Avere ottimi voti e SAT score è necessario ma non sufficiente. Servono anche molte attività extracurricolari, lettere di raccomandazione da professori ed è necessario scrivere numerosi admission essay (ndr. saggi personali su diverse tematiche, spesso introspettive), che secondo me sono la parte più importante in quanto permettono di differenziarsi da tutti gli altri studenti. Per esempio, io ho parlato della mia passione per fare immersioni in apnea, la mia esperienza di Exchange Student (specialmente le difficoltà che ho affrontato e ciò che mi ha insegnato) e la mia esperienza nella squadra di dibattito della mia high school americana.”

CAPACITÁ COMUNICATIVE

Soft skills TommasoTommaso Mondovì
High School Program in USA 2015/2016
Università: HAN University of Applied Sciences / Arnhem Business School (Arnhem, Paesi Bassi).
Intern presso HAN University of Applied Science nel dipartimento di Marketing / Admissions Office

“Il mio Anno all’Estero negli Stati Uniti mi ha preparato ad affrontare in maniera determinata qualsiasi tipo di attività lavorativa nella quale sono stato coinvolto dall’inizio del mio percorso di studi in Olanda.
Il mio Anno all’Estero ha sicuramente migliorato le mie skill comunicative. Nel mio liceo Americano, di fatto, presentavo le notizie della scuola nel “Morning Show”, ossia show televisivo della mattina, e questo mi ha aiutato ad affrontare presentazioni e discussioni in maniera sicura e tranquilla. Proprio di recente, alla fine di una mia presentazione per un progetto, ho ricevuto i complimenti dal professore, e mi è stato detto che interagivo e presentavo i concetti proprio come un conduttore televisivo.”

LEADERSHIP
Soft Skills Martina
Martina Zito
High School Program in USA 2017/2018
Studentessa di quinta superiore e vincitrice della menzione d’onore alla simulazione delle Nazioni Unite IMUN

“In una parola la mia esperienza ad IMUN si può definire memorabile. L’Anno all’Estero ha sicuramente arricchito a livello linguistico, ma una cosa in cui mi ha aiutato particolarmente è lo spiccare in un gruppo. Essendo una ragazza molto estroversa, non nascondo che mi piace guidare il gruppo ed essere al centro dell’attenzione, ma il ruolo di un leader non è solo quello di guidare chi ti segue, ma anche quello di assicurarsi che nessuno venga lasciato indietro e in questo il mio Anno all’Estero in California è stato fondamentale.”

FIDUCIA IN SE STESSI
Soft skill Federico
Federico Pepa
High School Program in USA 2014/2015

“L’Anno all’Estero è stato uno dei migliori insegnanti della mia vita. Non si tratta semplicemente di imparare una lingua, ma di imparare a comunicare con gli altri e con se stessi. L’organizzazione del tempo e del lavoro, l’adattamento in ambienti culturalmente diversi, il saper parlare davanti ad un gruppo di persone in altre lingue, la definizione di obiettivi concreti su cui lavorare o grandi ambizioni su cui puntare… Queste sono solo alcune delle tante soft skill che ho appreso.
L’Anno all’Estero non mi ha cambiato, mi ha fatto diventare chi ero veramente insegnandomi, inoltre, a lavorare giorno per giorno procedendo e puntando verso i miei sogni.”

Le testimonianze dei nostri studenti non ti bastano? Scopri perchè Studiare All’Estero Rende Più Intelligenti E Creativi, Parola Di Scienza

Studiare all’estero aiuta a trovare lavoro: i dati dell’Unione Europea

Alle testimonianze dei nostri studenti, si aggiungono importanti dati rilevati da uno studio dell’Unione Europea sul programma Erasmus Plus, che permette, in particolare a studenti universitari ma non solo, di vivere uno scambio culturale a livello europeo.

Come riporta questo articolo del quotidiano La Stampa, il 72% di chi ha preso parte ad un progetto Erasmus afferma che è stato fondamentale per trovare il loro primo lavoro, questo perché l’esperienza ha accresciuto le loro capacità e competenze tecniche, interpersonali e interculturali, la capacità di raggiungere obiettivi e l’apertura sociale e culturale.

Non solo, lo studio sull’impatto dell’istruzione superiore rivela inoltre che l’80% è stato assunto entro tre mesi dalla laurea.

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