Giulia L. – Nuova Zelanda

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Ciao, mi chiamo Giulia!
Sono nata a Torino e frequento il Liceo Classico G.F Porporato di Pinerolo (To).

anno estero nuova zelanda esperienzeIl mio Anno all’Estero Nuova Zelanda

Ho vissuto la mia esperienza dell’Anno all’Estero in Nuova Zelanda frequentando il Rangitoto College, scuola situata ad Auckland.

Perché ho deciso di partire per la Nuova Zelanda

Vorrei iniziare il mio racconto da una frase: “Of all the books in the world, the best stories are found between the pages of a passport.” Amo viaggiare fin da quando sono piccola, me ne hanno fatta innamorare i miei genitori che non hanno esitato a mettermi su un aereo a neanche un anno di età.

La scelta di fare l’Anno Scolastico in Nuova Zelanda e trascorrere sei mesi all’estero posso dire che sia nata così da un giorno all’altro e poi si sa come il tempo passa veloce e i 119 giorni mancanti alla partenza si trasformano in un batter d’occhio in 3. Gli ultimi giorni in Italia sono stati abbastanza tranquilli, non ero ansiosa o agitata, ciò che stavo per intraprendere era un qualcosa di troppo grande per essere spiegato con due semplici parole, emozioni. Era tutto un mix di “Oddio chissà dove finirò” e nello stesso tempo “Non vedo l’ora di arrivare” e man mano che diminuivano i giorni del mio countdown aumentavano le domande e i dubbi.

Quando finalmente sono arrivata nella casa della mia host family, sono stata accolta benissimo, mi hanno trattato come una loro figlia fin dal primo momento e penso che questa sia uno degli elementi più importanti per un’esperienza di questo genere.

esperienze anno estero nuova zelandaCom’è la scuola neozelandese

Per quanto riguarda la scuola, beh è uno dei primi mattoni che ho iniziato a mettere su da sola per costruire il mio percorso, voglio dire, qui il college è incentrato completamente sul tuo futuro. A differenza della scuola italiana, in Nuova Zelanda scegli le materie che ti piacciono e a cui sei interessato e questo permette ai ragazzi, alla fine del liceo, di avere le idee chiare ma soprattutto di non disperdere le tue energie in qualcosa che non è la tua “cup of tea”.

 

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Cosa mi porto dietro da questa esperienza

Inutile dire che esperienze di questo tipo ti cambiano dal primo all’ultimo giorno, si arriva ad un certo punto in cui realizzi che quando tornerai niente sarà più lo stesso perché la tua storia è stata divisa in due parti, prima di questo e dopo di questo. Dico sul serio, non solo hai modo di accrescere le tue esperienze e di imparare un’altra lingua, cambi proprio modo di vivere. Sei tu, nelle tue mani, dall’altra parte del mondo e per tutto il resto ti devi dare da fare in prima persona. Una cosa però è sicura, sarà una delle sfide migliori della tua vita.

Ho imparato a convivere con persone completamente estranee a me con le quali, da un giorno all’altro, mi sono ritrovata a condividere la cena e poi la vita di tutti i giorni. Ho imparato a comprare le medicine da sola quando sono stata poco bene, a cucinare quando avevo fame, a lavarmi i vestiti e farmi le ricariche del telefono. Ho imparato a chiedere informazioni senza farmi scrupoli, a telefonare alla lost properties perché ho lasciato la giacca sul pullman pur consapevole che non avrei capito nulla al telefono e incredibilmente ci sono riuscita. Ho imparato a farmi capire dai taxisti macedoni che accendono la musica e ballano mentre guidano verso casa alle due di notte ma, soprattutto, che parlano inglese peggio di me. E’ un elenco infinito di situazioni diverse che è difficile a descrivere a parole perché merita di essere vissuto, inconsapevoli di ciò che accadrà.

Infine, cosa consiglierei a chi vorrebbe partire come me? Nessun consiglio particolare a parte: FATELO, FATELO E BASTA! Mettetevi in gioco sempre e sappiate cogliere le occasioni come questa che vi capiterà solo una volta nella vostra vita.