E se ci si fa male durante un Anno all’Estero? Quando serve un medico a 16.000 km da casa
Quando un figlio o una figlia parte per un Anno all’Estero, tra i pensieri che attraversano la mente di un genitore ce n’è uno che ritorna più spesso degli altri: e se si fa male? E se deve andare dal medico e io non sono lì?
Prima della partenza si pensa a tutto: documenti, valigia, vestiti per due stagioni, zaino per la scuola. Tra i documenti c’è anche la polizza assicurativa prevista per gli studenti YouAbroad. È fondamentale, ma da sola non basta a gestire ogni imprevisto.
Quando qualcosa va storto, infatti, a fare la differenza non è soltanto avere un’assicurazione, ma sapere di poter contare su qualcuno che aiuti lo studente, comunichi con la famiglia e lo accompagni nei passaggi da affrontare.
È quello che è successo a Marco, durante la sua esperienza nella Gold Coast, in Australia.
Un’onda, una tavola da surf, un tendine
Marco è nella Gold Coast da qualche mese. Si è ambientato bene in famiglia e a scuola, ha stretto le prime amicizie e, come molti dei suoi compagni, cerca un’attività da praticare nel tempo libero. In Australia, la scelta sembra quasi obbligata: il surf.
Le prime lezioni vanno bene. Marco impara a stare in equilibrio sulla tavola, cade e si rialza, come succede a chiunque stia imparando. Finché, durante una caduta, la tavola gli finisce sul piede e gli provoca la rottura di un tendine.
Da quel momento, si attiva una rete di supporto. La scuola viene avvisata subito, la Host Family accompagna Marco in ospedale e il Support Team di YouAbroad in Italia contatta i genitori. Walter, il referente che segue gli studenti nella Gold Coast, sale in macchina e raggiunge Marco di persona.
In ospedale, Walter diventa un punto di riferimento fondamentale: traduce, chiarisce le informazioni, fa domande ai medici e mette i genitori in contatto diretto con loro. Marco viene sottoposto a un intervento di pulizia chirurgica della ferita e rimane ricoverato per alcuni giorni.
Dopo aver valutato la situazione insieme alla famiglia, i medici stabiliscono che la ricostruzione del tendine può essere rimandata. In quel momento, la priorità è mantenere pulita la ferita e lasciarla guarire. Marco può quindi tornare dalla sua Host Family, aiutandosi con le stampelle.
Nelle settimane successive, però, compare un principio di infezione. Marco deve tornare in ospedale e la ferita viene pulita nuovamente, per due volte.
Anche in questa fase Walter è presente. Marco non deve affrontare da solo le domande e le preoccupazioni che accompagnano un ricovero: ha accanto un adulto di fiducia a cui rivolgersi e che lo aiuta a comprendere ciò che sta succedendo.
Nel frattempo, i genitori rimangono costantemente aggiornati. Grazie al confronto con Walter e con i medici, possono seguire l’evoluzione della situazione e partecipare alle decisioni che riguardano la salute del figlio, pur trovandosi dall’altra parte del mondo.
Anche Marco affronta entrambi i ricoveri con una maturità che ha colpito chi gli è stato vicino: è paziente, ottimista e attento alle indicazioni dei medici.
Oggi Marco sta bene ed è ancora in Australia, dove sta continuando la sua esperienza.
Se uno studente si fa male all’estero, cosa succede?
Nella maggior parte dei casi, una visita medica durante un Anno all’Estero riguarda un’influenza o un malanno stagionale. La storia di Marco è un caso eccezionale, ma permette di capire quanto siano importanti l’organizzazione e la presenza di persone affidabili quando si verifica un imprevisto.
In una situazione del genere, lo studente ha bisogno di ricevere le cure necessarie, ma anche di capire cosa sta succedendo, sapere a chi rivolgersi e sentirsi accompagnato. Allo stesso tempo, la famiglia deve poter ricevere informazioni chiare e mantenere un contatto con chi sta seguendo il figlio o la figlia.
La polizza assicurativa è una parte importante della preparazione, ma non sostituisce il supporto pratico e umano. Sapere a chi rivolgersi, essere aiutati a comprendere le procedure e poter comunicare con qualcuno che conosce il percorso dello studente può fare una differenza concreta.
È proprio nei momenti più difficili che si vede il valore di una rete di assistenza costruita prima della partenza.
Cosa sarebbe successo se Marco fosse partito senza un’agenzia?
Quando un ragazzo si fa male all’estero, soprattutto a 16.000 km da casa, non c’è soltanto da affrontare un problema medico. Ci sono informazioni da comprendere, decisioni da prendere, comunicazioni da gestire e genitori che cercano di capire come sta il proprio figlio senza poter essere fisicamente al suo fianco.
Senza una rete di supporto su cui contare, Marco e la sua famiglia avrebbero potuto trovarsi a gestire tutto questo a distanza, orientandosi in un sistema sanitario diverso dal proprio e cercando di comprendere ogni passaggio anche attraverso una lingua non sempre familiare.
L’assicurazione è fondamentale, ma non risolve da sola tutte le difficoltà pratiche ed emotive di un’emergenza. In momenti come questi, sapere di poter contare su qualcuno che conosce il contesto locale, aiuta a comprendere le informazioni mediche e mantiene il contatto con la famiglia può fare una differenza concreta.
È proprio qui che il supporto di un’organizzazione come YouAbroad assume il suo significato più importante: non evitare ogni imprevisto, cosa impossibile, ma fare in modo che studenti e famiglie non debbano affrontarlo senza riferimenti. Nel caso di Marco, quel riferimento aveva un nome: Walter.
Chi è Walter, il punto di riferimento degli studenti sulla Gold Coast
Walter insegna italiano in Australia da oltre trent’anni. È bilingue, conosce la Gold Coast in profondità e collabora da tempo con le scuole australiane. Per le famiglie di YouAbroad che scelgono una destinazione così lontana, rappresenta un punto di riferimento in italiano dall’altra parte del mondo.
È lui ad accogliere i ragazzi in aeroporto dopo un volo intercontinentale e 8-9 ore di fuso orario. Parla con loro nella propria lingua, risponde alle prime domande e si assicura che ciascuno raggiunga la propria Host Family senza intoppi.
Il suo ruolo, però, non si esaurisce con l’arrivo.
Nelle settimane e nei mesi successivi, Walter continua a essere presente: visita le scuole, si confronta con insegnanti, counselor e referenti per gli studenti internazionali e trova il tempo per parlare con i ragazzi anche durante la pausa pranzo.
Mantiene inoltre i contatti con il Support Team di YouAbroad in Italia e fa da mediatore quando serve. La sua conoscenza del territorio, delle scuole e della lingua permette di facilitare la comunicazione tra lo studente, la famiglia, l’ambiente scolastico e i referenti locali.
Nel caso di Marco, questa presenza si è tradotta in qualcosa di molto concreto: qualcuno che potesse raggiungerlo in ospedale, aiutarlo a comprendere le indicazioni dei medici e tenere i genitori coinvolti durante tutto il percorso.
E nelle altre destinazioni? Il supporto di YouAbroad durante l’Anno all’Estero
Walter rappresenta un esempio concreto di un principio che guida il lavoro di YouAbroad: nessuno studente dovrebbe sentirsi solo durante la propria esperienza all’estero.
Il supporto non riguarda soltanto le emergenze. Il Support Team di YouAbroad rimane in contatto con gli studenti e le famiglie e interviene quando è necessario un aiuto, anche per affrontare situazioni che richiedono attenzione e coordinamento.
Se durante il programma uno studente ha bisogno di una visita medica, il team aiuta la famiglia a comprendere i passaggi da seguire e le procedure da affrontare, fornendo indicazioni chiare in italiano. La polizza assicurativa resta uno strumento essenziale, mentre il supporto dell’organizzazione aiuta a orientarsi nella gestione pratica dell’imprevisto.
In Australia, dove le distanze dall’Italia sono particolarmente significative, YouAbroad ha scelto di affiancare al supporto del team italiano una figura come Walter: una persona bilingue, insegnante e presente sul territorio, che può raggiungere direttamente gli studenti quando serve.
Ogni destinazione ha le proprie caratteristiche organizzative, ma l’obiettivo rimane lo stesso: accompagnare lo studente e la sua famiglia, facilitare la comunicazione e offrire un riferimento durante il percorso.
Lontani, ma vicini
Non sappiamo ancora se Marco imbarcherà sul volo di ritorno anche la tavola da surf protagonista della sua storia.
Sappiamo però che, come ogni studente che parte per un Anno all’Estero, è partito con una valigia e tornerà con due: la seconda piena di souvenir, ma soprattutto di ricordi, amicizie e nuove capacità.
Prepararsi alla partenza significa organizzare documenti, scegliere la destinazione e conoscere le procedure da seguire in caso di necessità. Ma significa anche sapere che, se qualcosa non dovesse andare come previsto, ci sarà qualcuno pronto ad aiutare lo studente e la sua famiglia ad affrontarlo.
Perché vivere un Anno all’Estero significa imparare a cavarsela da soli, senza dover essere soli quando si ha bisogno di aiuto.