Esperienze degli studenti

Paure prima di partire per un Anno all'Estero: le più comuni (e come superarle)

L'entusiasmo, l'adrenalina, la voglia di partire. Ma anche le domande, i dubbi e quella sensazione strana che arriva quando qualcosa che hai sognato a lungo sta finalmente per diventare reale. 

 

Se stai per vivere un Trimestre, un Semestre o un Anno Scolastico all'Estero e ti senti elettrizzato e spaventato allo stesso tempo, sappi una cosa: è normale. 

 

Quasi tutti gli Exchange Student, prima di partire, si chiedono se saranno all'altezza, se riusciranno a farsi nuovi amici, se sentiranno troppo la mancanza di casa o se la loro famiglia ospitante sarà quella giusta. 

 

La verità è che non esistono studenti che partono senza paura, ma tanti ragazzi e ragazze che, una volta tornati, raccontano che proprio quelle paure sono diventate parte della loro crescita. 

 

Vediamo insieme quali sono le paure più comuni prima di un Anno all'Estero e perché, nella maggior parte dei casi, la realtà è molto diversa da quella che immagini. 

Ho paura di non fare amicizia durante l'Anno all'Estero 

È probabilmente la paura più grande. Lasciare gli amici di sempre, la propria classe e i punti di riferimento costruiti in anni fa pensare inevitabilmente: «E se poi rimango solo?». 

 

La verità è che quasi nessuno arriva all'estero e si costruisce una nuova vita in tre giorni. I primi tempi sono spesso di adattamento: potresti sentirti spaesato, avere la sensazione che tutti si conoscano già e che tu non riesca a inserirti in questo ambiente nuovo. È una fase normalissima e non significa che qualcosa stia andando storto. 

 

Ciò che puoi fare è essere proattivo e cercare sempre nuove situazioni per conoscere altri ragazzi e ragazze: spesso basta un allenamento, un club scolastico, una partita o un semplice pranzo insieme per iniziare a creare legami. 

 

Molti Exchange Student raccontano che le amicizie nate durante l'Anno all'Estero sono state tra le più profonde della loro vita. Non perché siano arrivate subito, ma perché sono state costruite condividendo nel tempo esperienze nuove, momenti sfidanti e tantissime prime volte. 

 

Non avere fretta! Se ti sembrerà di essere fuori posto, ricorda una cosa: sentirsi un po' soli all'inizio non significa essere soli per sempre. E se ci rifletti bene, anche in Italia ci vuole del tempo prima di costruire profondi legami di amicizia. 

E se mi manca casa? La nostalgia è normale 

«E se poi voglio tornare?» È una domanda che si fanno praticamente tutti gli Exchange Student. 

 

La nostalgia di casa non è un segnale che hai sbagliato scelta. È semplicemente la dimostrazione che hai degli affetti importanti. Ci saranno momenti in cui sentirai la mancanza della tua famiglia, del tuo animale domestico, dei tuoi amici, della colazione prima di andare a scuola o delle piccole abitudini che oggi dai per scontate. 

 

La nostalgia, però, non è una nemica da combattere. Fa parte dell'esperienza. Quello che molti studenti e studentesse scoprono è che il segreto non è cercare di eliminare la malinconia, ma imparare a convivere con essa senza permetterle di impedirti di vivere ciò che hai intorno. 

 

Con il tempo inizierai a costruire una nuova quotidianità. Per cui puoi provare a creare nuovi rituali, cercare nuove persone con cui condividere le giornate e con il tempo nuovi luoghi e situazioni inizieranno a sembrarti familiari. 

 

E un giorno ti sorprenderai a pensare che anche quello che all'inizio era solo un luogo sconosciuto è diventato, in qualche modo, casa. 

Ho paura che il mio inglese non sia abbastanza 

Una delle paure più diffuse è quella di non riuscire a comunicare e molti studenti alla partenza si sentono in difetto perché il loro inglese non è perfetto. Spoiler: non deve esserlo! Anzi, al contrario, uno dei benefici dell’Anno all’Estero è proprio il potenziamento linguistico.  

 

Nelle prime settimane è normale avere delle difficoltà: potresti non capire una battuta, non trovare le parole giuste o sentirti frustrato perché in italiano sapresti esprimerti meglio. Ma imparare una lingua significa trovare il coraggio di buttarsi, accettare gli errori e continuare a provarci. Ed è proprio quando esci dalla tua comfort zone che inizi davvero a migliorare: molti studenti e studentesse che partono con un livello elementare tornano madrelingua  e con la consapevolezza che il vero salto non avviene sui libri, ma nella vita quotidiana. 

E se la Host Family non mi piacesse? 

Vivere con una Host Family significa molto più che abitare in una casa all’estero: significa entrare a far parte di una nuova realtà familiare e confrontarsi ogni giorno con tradizioni e punti di vista diversi. Ed è proprio questo che possono nascere incomprensioni o momenti difficili. Spesso, però, non dipendono da incompatibilità personali, ma da differenze culturali, abitudini diverse e aspettative che non sempre vengono interpretate allo stesso modo. Vivere con una Host Family significa infatti entrare in una nuova cultura, con regole, modi di comunicare e stili di vita che possono essere molto diversi da quelli a cui sei abituato. 

 

Per questo è fondamentale avere accanto un’agenzia che sappia aiutarti a leggere e comprendere queste differenze, distinguendo ciò che fa parte del normale processo di adattamento da ciò che richiede un intervento concreto. Quando necessario, l'agenzia può supportarti nel dialogo con la famiglia e coinvolgere i referenti locali per favorire il confronto e trovare un punto di incontro. 

 

Nella maggior parte dei casi, le difficoltà si superano con il tempo, il dialogo e una maggiore comprensione reciproca. E spesso quelle persone che all'inizio sembravano estranee finiscono per diventare una seconda famiglia. Se invece la situazione non dovesse risolversi nonostante il supporto ricevuto, con la giusta agenzia avrai sempre una rete di professionisti pronta ad aiutarti a individuare la soluzione migliore, incluso il cambio di Host Family quando necessario. 

E se la scuola all'estero fosse troppo difficile? 

Anche questa è una paura molto comune. La realtà è che il sistema scolastico all’estero non è né migliore né peggiore di quello italiano: è semplicemente diverso. Cambiano il metodo di insegnamento, il rapporto con i professori, il modo di partecipare in classe e di essere valutati. Per questo è normale aver bisogno di un periodo di adattamento. 

 

Professori, counselor scolastici e compagni di classe sanno che sei uno studente internazionale e sono generalmente disponibili ad aiutarti. Allo stesso tempo, è importante ricordare che in molti Paesi ci si aspetta che sia lo studente a fare il primo passo: se hai un dubbio, una difficoltà o hai bisogno di supporto, non aspettare che qualcuno venga da te, ma sii proattivo e chiedi aiuto. 

 

Con il passare delle settimane inizierai a prendere confidenza con il nuovo sistema, troverai il tuo equilibrio e scoprirai che imparare in un contesto diverso può essere estremamente stimolante. Non si tratta solo di studiare nuove materie, ma anche di sviluppare autonomia, capacità di adattamento e un nuovo modo di guardare il mondo. 

 

Come affrontare le paure legate all’Anno all'Estero 

Le paure non vanno eliminate, ma comprese. Avere dubbi significa semplicemente che stai per fare qualcosa di grande. 

 

Per questo motivo, prepararsi prima della partenza è fondamentale. Conoscere le fasi dell'adattamento culturale, avere aspettative realistiche e sapere che certi momenti sono normali permette di affrontare l'esperienza con maggiore serenità e consapevolezza. 

 

È anche per questo che in YouAbroad la preparazione non si limita agli aspetti burocratici, ma comprende momenti di confronto, incontri dedicati e la ya!Orientation, pensati per aiutare studenti, studentesse e famiglie ad arrivare alla partenza con più consapevolezza e strumenti concreti. 

 

In YouAbroad inoltre crediamo inoltre che il supporto non debba limitarsi alla partenza. Per questo abbiamo il Support Team, un team dedicato che segue gli studenti durante tutta l’esperienza all’estero e ogni Exchange Student ha un referente dedicato, con cui confrontarsi nei momenti di entusiasmo così come nelle eventuali difficoltà. Perché affrontare una sfida è più semplice quando sai di avere qualcuno al tuo fianco pronto ad ascoltarti e aiutarti a trovare la soluzione migliore. 

La paura non significa che non sei pronto 

Se hai paura di partire per un Anno all'Estero, probabilmente significa che questa esperienza conta davvero per te. Ed è normale. Perché dietro ogni grande cambiamento c'è sempre un po' di paura. Ma spesso, dall'altra parte di quella paura, ci sono le amicizie più belle, le scoperte più inaspettate e i ricordi che porterai con te per tutta la vita. 

Condividi: Facebook Twitter Linkedin